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Le origini
Il Raboso, vitigno autoctono a bacca nera tipico della Marca Trevigiana, ha origini antichissime: è infatti coltivato nel Nord Est dell’Italia, ed in particolare nel Veneto Orientale, da circa 3000 anni come dimostra la celebre opera Naturalis Historia di Plino in cui cita il Picina omnium nigerrima, vitigno a bacca nera antenato proprio del Raboso.
Il nome raboso
Il nome Raboso si pensa possa essere riconducibile all’omonimo affluente del Fiume Piave, ma anche all’aggettivo “rabioso”, un termine che il dialetto veneto utilizza per descrivere un frutto non ancora maturo, leggermente astringente e quindi dal carattere marcato.
La storia
La storia del vino Raboso nelle valli del Fiume Piave coincide con la storia di questa terra e di tutti gli avvenimenti che negli anni hanno forgiato l’animo nobile e schietto dei vignaioli trevigiani: per secoli, grazie alle sue innate capacità di adattamento e di affrontare malattie temibili come la peronospora e la filossera, è stato il vitigno più coltivato in tutta la Provincia di Treviso.
I nostri avi, proprio per il suo carattere rustico e forte, lo definivano anche “vino da vajo”: era infatti l’unico vitigno in grado di affrontare i viaggi transoceanici che verso le fine dell’Ottocento favorivano il flusso migratorio da Venezia verso gli Stati Uniti.
Con il progressivo abbandono delle campagne ed il diffondersi di diverse malattie che misero a dura prova la viticoltura della nostra Provincia, la coltivazione di Raboso nella zona si è andata riducendo negli anni a favore dell’introduzione di varietà internazionali.
La riscoperta
Alla fine degli Anni ’90, grazie all’impegno e alla volontà di sperimentare di alcuni vignaioli della sinistra Piave, che hanno introdotto nuovi sistemi di coltivazione dell’uva e ridotto la produzione per ogni singola vite, è riuscito ad affermarsi con successo nel ricco panorama viticolo internazionale.
La confraternita del raboso
La Confraternita del Raboso Piave (www.confraternitarabosopiave.it), fondata nel 1996 nel comune di Vazzola in provincia di Treviso, ha il lodevole compito di promuovere la conoscenza, la valorizzazione e la diffusione del vitigno autoctono Raboso e della sua culla naturale, la zona del fiume Piave attraverso l’organizzazione e la partecipazione a manifestazioni eno-gastronomiche su tutto il territorio nazionale.
Con il supporto delle aziende sostenitrici, della provincia di Treviso e delle Istituzioni Locali, la Confraternita del Raboso Piave si occupa anche di incentivare gli studi enologici e la sperimentazione con tecniche colturali per elevare il rendimento qualitativo di questo vitigno autoctono dalle grandi potenzialità espressive.





