Il Territorio

Il territorio è uno di quegli elementi che contribuiscono a differenziare un vino, a renderlo unico ed irripetibile trasmettendo le caratteristiche della terra alla bottiglia: salvaguardare un territorio significa perciò anche salvaguardare il sapore di un vino.

L’area DOC Piave

L’area Doc Piave, all’interno di cui coltiviamo i nostri 95 ha di vigneto per i vini bianchi e rossi fermi, si estende in una vasta pianura in provincia di Treviso e parte di Venezia, è delimitata a sud dal mare Adriatico, a nord-ovest dalle colline di Valdobbiadene e dal Montello, a nord-est confina con il Friuli Venezia Giulia ed è attraversata in tutta la sua lunghezza dal fiume Piave. In questa vasta area (che rappresenta una delle Doc più estese dell’Italia settentrionale) la vite è coltivata da almeno tre millenni, come testimoniano numerosi reperti preistorici: solo verso i primi anni del Novecento venne razionalizzata la coltivazione attraverso l’impianto di numerosi vigneti secondo le indicazioni degli studiosi della vicina Scuola Enologica di Conegliano, la prima fondata in Italia nel 1876.

Il Fiume Piave

Il fiume Piave, sacro alla Patria, scorre interamente entro i confini della Regione Veneto e trova nella Pianura tra le province di Treviso e Venezia il suo letto ideale.
Il suolo è composto di sabbie, ghiaie ed è ampiamente argilloso su base di caranto, un miscuglio di terra e roccia dolomitica depositatosi nel corso dei secoli dalle molte inondazioni del fiume Piave, ed irrorato da vene d’acqua profonda: è questa singolare conformazione del terreno a regalare alle viti le loro singolari caratteristiche. E’ nella povertà della terra delle grave, letti ghiaiosi costituiti da ciottoli di diversa misura derivanti dalle numerose alluvioni del fiume Piave, che i vitigni a bacca bianca e alcuni rossi traggono i loro inconfondibili bouquet.

I vitigni della DOC Piave

L’Area presenta una grande varietà di terreni e microclimi, che consente di ottenere vini particolarmente differenziati tra loro da diversi vitigni: difficile, quindi, definire “un carattere generale” per i Vini del Piave, diversi tra loro per tipologia e storia, ambiente e tradizioni di lavorazione.

Qui, infatti, anche numerosi vitigni internazionali – presenti nella zona sin dalla fine dell’Ottocento – hanno trovato habitat felice, ed espressioni particolari che ne esaltano caratteristiche tipicamente locali, frutto di una terra generosa e di una tradizione vitivinicola aperta da sempre alla ricerca e alla sperimentazione. In un territorio così vasto e diversificato sono numerose le tipologie di vitigni presenti: tra quelli a bacca nera Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Marzemino, Pinot nero e Refosco sono i più coltivati e diffusi, mentre il Raboso Piave è il varietale più rappresentativo dell’area; tra i bianchi sicuramente il Pinot Grigio ha trovato nei nostri terreni ghiaiosi un ambiente ideale, come il Prosecco, lo Chardonnay, il Pinot Bianco ed anche i meno diffusi Friulano, Verduzzo Trevigiano e Sauvignon. Oltre a questi, il vino bianco più interessante dell’intera area è il Manzoni Bianco, il più noto e diffuso tra i numerosi incroci creati dal prof. Luigi Manzoni presso la Scuola Enologica di Conegliano (incrociando per impollinazione Riesling Renano per Pinot Bianco).

Il vino è quindi portavoce autentico del nostro legame con il territorio e con tutto il suo patrimonio culturale, di storia e di tradizione: è espressione unica di quella gamma di sapori e aromi specifici di un vitigno e di una terra.

“Il vino è il canto della terra verso il cielo.”
Luigi Veronelli