vino raboso piave

Il Vitigno

Il Raboso, vitigno robusto, austero e schietto, è indissolubilmente legato alla produzione vinicola del Veneto Orientale ed attualmente ne esistono 2 varianti:

Raboso Veronese: più amabile, diffuso nelle province di Venezia, Vicenza, Rovigo e in parte dell’Emilia Romagna

Raboso Piave: più acidulo, coltivato soprattutto nella vallata dell’omonimo Fiume Piave e nella provincia di Padova, dov’è conosciuto come Friularo.

Il Raboso Piave

Il Raboso Piave, che porta a pieno titolo il nome del Fiume a cui è legato per le sue origini storiche e per l’aver trovato qui la sua culla naturale, è oggi coltivato con successo in tutta la Provincia di Treviso, dai colli del Montello e di Conegliano, sino a tutta la pianura su ambo le sponde del fiume Piave.

E’ un’ uva forte, di carattere, che non teme la siccità, il freddo ed il passare del tempo: dai terreni ghiaiosi delle Grave del fiume Piave guadagna profumo ed eleganza e da quelli argillosi dell’entroterra si arricchisce di corpo e struttura.

Caratteristiche ampelografiche

Il Raboso Piave è un vitigno rustico, di maturazione tardiva (lo si vendemmia a fine ottobre – inizi novembre), adatto sia a terreni di tipo alluvionale (adatti alla produzione di ottimi vini da invecchiamento) che a quelli più fertili e profondi (in grado di garantire buone rese produttive).

Il grappolo, di forma cilindrica, è generalmente di medie dimensioni e presenta 2 evidenti ali, è compatto, con peduncolo robusto e legnoso: l’acino, dalla buccia molto pruinosa di colore nero-bluastro, è sferoidale mentre la polpa ha un leggero sapore di viola ed è acidula.
La pianta ha forte vigoria vegetativa e produzione costante ed abbondante.

Le Origini

Il Raboso, vitigno autoctono a bacca nera tipico della Marca Trevigiana, ha origini antichissime: è infatti coltivato nel Nord Est dell’Italia, ed in particolare nel Veneto Orientale, da circa 3000 annicome dimostra la celebre opera Naturalis Historia di Plino in cui cita il Picina omnium nigerrima, vitigno a bacca nera antenato proprio del Raboso.

Il nome Raboso

Il nome Raboso si pensa possa essere riconducibile all’omonimo affluente del Fiume Piave, ma anche all’aggettivo “rabioso”, un termine che il dialetto veneto utilizza per descrivere un frutto non ancora maturo, leggermente astringente e quindi dal carattere marcato.

La storia

La storia del vino Raboso nelle valli del Fiume Piave coincide con la storia di questa terra e di tutti gli avvenimenti che negli anni hanno forgiato l’animo nobile e schietto dei vignaioli trevigiani: per secoli, grazie alle sue innate capacità di adattamento e di affrontare malattie temibili come la peronospora e la filossera, è stato il vitigno più coltivato in tutta la Provincia di Treviso.
I nostri avi, proprio per il suo carattere rustico e forte, lo definivano anche “vino da vajo”: era infatti l’unico vitigno in grado di affrontare i viaggi transoceanici che verso le fine dell’Ottocento favorivano il flusso migratorio da Venezia verso gli Stati Uniti.
Con il progressivo abbandono delle campagne ed il diffondersi di diverse malattie che misero a dura prova la viticoltura della nostra Provincia, la coltivazione di Raboso nella zona si è andata riducendo negli anni a favore dell’introduzione di varietà internazionali.

La riscoperta

Alla fine degli Anni ’90, grazie all’impegno e alla volontà di sperimentare di alcuni vignaioli della sinistra Piave, che hanno introdotto nuovi sistemi di coltivazione dell’uva e ridotto la produzione per ogni singola vite, è riuscito ad affermarsi con successo nel ricco panorama viticolo internazionale.

La Confraternita del Raboso

La Confraternita del Raboso Piave (www.confraternitarabosopiave.it), fondata nel 1996 nel comune di Vazzola in provincia di Treviso, ha il lodevole compito di promuovere la conoscenza, lavalorizzazione e la diffusione del vitigno autoctono Raboso e della sua culla naturale, la zona del fiume Piave attraverso l’organizzazione e la partecipazione a manifestazioni eno-gastronomiche su tutto il territorio nazionale.
Con il supporto delle aziende sostenitrici, della provincia di Treviso e delle Istituzioni Locali, la Confraternita del Raboso Piave si occupa anche di incentivare gli studi enologici e lasperimentazione con tecniche colturali per elevare il rendimento qualitativo di questo vitigno autoctono dalle grandi potenzialità espressive.

Il vino Raboso

Il vino Raboso si presenta color rosso rubino con intensi riflessi granato che si intensificano con il passare del tempo: è un vino dal gusto deciso e dal sapore secco ed austero, con una leggera acidità di base.
Al naso spiccano sentori di viola e coinvolgenti note di spezie e tabacco che si evidenziano con il passare del tempo.

La vinificazione ottimale richiede un’attenta macerazione delle bucce per ottenere un vino di ottimo corpo, aspro, particolarmente tannico da giovane: è un vino adatto all’invecchiamento ed è attraverso un lento maturare in botti di legno che la sua acidità viene domata acquisendo con il tempo uno splendido bouquet che richiama il profumo di marasca.

Servito in calici ballon ad una temperatura di 18°/20° è eccellente in abbinamento a carni importanti e formaggi invecchiati, oltre che come vino da meditazione.

Malanotte

Il Consorzio di Tutela dei vini del Piave ha presentato nel settembre 2008 2 innovative tipologie di vini rossi Doc, Malanotte e Carmenere, che affondano saldamente le loro radici nella tradizione enologica locale dell’intera Doc Piave.

Malanotte
è una nuova espressione di Raboso Doc Piave Superiore che prende il nome da una famiglia di vignaioli che negli ultimi 2 secoli si è prodigata a lungo nell’ammodernamento della viticoltura in tutta l’area Doc Piave, gestendo un’azienda agricola di notevoli dimensioni.
Il Malanotte, vendemmiato per la prima volta nel 2008, rappresenterà quindi l’eccellenza della produzione del Raboso e sarà disponibile in commercio nel 2011.
Il disciplinare che ne regola la produzione prevede che una parte dell’uva variabile tra il 15% ed il 30% sia sottoposta ad un particolare appassimento che smussa il sapore austero del Raboso Doc Piave.
L’invecchiamento minimo previsto, uno dei più lunghi stabiliti dalla legge italiana, è di 3 anni, di cui 1 interamente effettuato in legno.