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La storia del Manzoni Bianco 6.0.13
Il Prof. Luigi Manzoni, laureatosi in Scienze Agrarie all’Università di Pisa, fu dapprima docente in Scienze Naturali e Patologie Vegetali e poi Preside della Regia Scuola di Viticoltura ed Enologia di Conegliano, prima scuola Enologica d’Italia, fondata nel 1876.
Cenni biografici
Il prof.Luigi Manzoni (1888-1968) nel 1912 si laureò in Scienze Agrarie all’Università di Pisa ed il 1° novembre dello stesso anno venne assunto dalla Scuola Enologica di Conegliano come assistente ed in seguito titolare, della cattedra di Scienze e patologia vegetale. Nel giugno del 1933 divenne Preside e lo fu sino al 1958: suo il merito della ripresa della Scuola nel secondo dopoguerra come pure la costituzione della Unione ex Allievi.
Accanto all’attività di docente sviluppò quella di ricercatore e di sperimentatore, documentato da una settantina di pubblicazioni, tra cui i lavori di anatomia della vite corredati da sorprendenti microfotografie e quelli sui consumi idrici delle piante, eseguiti in collaborazione con il Prof. A.Puppo.
Fu anche sindaco di Conegliano dal dicembre 1946 al febbraio 1949 e a lui proprio Conegliano ha reso omaggio intitolandogli una Via della città.
Cenni storici
In Europa, a partire dalla meta dell’800, a causa della comparsa di nuove ampelopatie favorite dai sempre più frequenti scambi tra Continenti effettuati senza alcun controllo fitosanitario, si registrò una massiccia crisi per la viticoltura dovuta all’infestazione di parassiti sconosciuti alle viti europee. Perciò, oltre ai mezzi proposti dagli studiosi per una lotta diretta si rese necessario un miglioramento genetico della vite mediante incrocio e ibridazione su base scientifica, favorito anche dalle nuove conoscenze sulla genetica dovute agli studi di Mendel.
Il miglioramento genetico mediante incrocio venne finalizzato dapprima all’ottenimento di nuove varietà di uve da tavola e solo in un secondo momento la sperimentazione fu ampliata anche alle uve vino, il cui pioniere fu il Prof. Muller che ottenne da incrocio l’oggi famoso Muller-Thurgau.
Gli esperimenti del Prof. Luigi Manzoni
In Italia l’inizio dei lavori sulle uve da vino cominciò verso il 1924 proprio grazie all’operosità del Prof. Manzoni che, secondo direttive concordate con il Prof. Dalmasso, impostò una serie di combinazioni d’incroci utilizzando come parentali una varietà internazionale ed una autoctona trevigiana che vennero effettuati tra il 1924 e il 1930 e tra il 1930 e il 1935, con lo scopo di “ottenere un vitigno ad uva bianca ed uno ad uva nera che potesse sostituirsi con vantaggio alle varietà sino a quel momento coltivate”.
Nel primo periodo gli incroci vennero contraddistinti con 2 numeri: il primo indicante il filare ed il secondo il numero del ceppo sul filare. Appartengono a questo periodo le sperimentazioni sulle uve da tavola Besgano x Moscato d’Amburgo e Dattero di Beyrout x Luglienga e sulle uve da vino Trebbiano x Traminer, Riesling Renano x Trebbiano, Prosecco x Cabernet Sauvignon.
Tra il 1930 e il 1935 gli incroci, per distinguerli da quelli della prima serie, vennero identificati dal Prof. Manzoni con un numero di 3 cifre, la centrale delle quali è sempre lo 0 e le migliori combinazioni risultarono essere Riesling Renano x Pinot Bianco e Raboso Piave x Moscato d’Amburgo.
A partire dagli Anni ’40 iniziò la diffusione delle nuove varietà limitatamente alle Venezie con gli incroci ad uva rosata 1-50 (Trebbiano x Traminer) e a bacca nera 2-15 (Prosecco x Cabernet Sauvignon) sebbene l’interesse nazionale si andò via via spostando verso l’Incrocio Manzoni 6.0.13, oggi chiamato Manzoni Bianco (Riesling Renano x Pinot Bianco).










